La felicità non è uno stato, ma un cambio di stato, il superamento di una resistenza, la soddisfazione di un bisogno, una vittoria, un successo, una guarigione, una vendetta, un perdono ottenuto, lo scampare ad un pericolo. Per questo dura così poco. Appena la situazione, anche la migliore, si stabilizza, sopraggiungono la noia e l'apatia. La felicità non è nell'avere né nell'essere, ma nel divenire. Una felicità duratura richiede un cambio continuo. La staticità e la ripetitività sono nemiche della felicità.